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“ INSIEME PER LA PUGLIA “
Ester c.3 v.8- “Allora Haman disse al re Assuero: ” C’è un popolo disseminato e separato fra i popoli in tutte le province del tuo regno, le cui leggi sono diverse da quelle di ogni altro popolo e che non osserva le leggi del re; il re non ha perciò alcun vantaggio a lasciarli in vita. 9- se così piace al re,si rediga un decreto, perché vengano distrutti; e io pagherò diecimila talenti d’argento nelle mani di quelli che compiono il lavoro,perché siano versati nei tesori del re”.
Ester c.4 v.13- e Mardocheo fece rispondere a Ester: ”Non pensare di scampare tu sola fra tutti i Giudei,perché ti trovi nel palazzo del re. 14- Poiché se in questo momento tu taci, soccorso e liberazione sorgeranno per i Giudei da un’altra parte; ma tu e la casa di tuo padre perirete. Inoltre chi sa se è proprio per un tempo come questo che tu sei pervenuta alla regalità”
Non c’è pace per i figli di Dio sulla terra, dove lo scettro è nelle mani del re satana, colui che nel cuore ha il desiderio di distruggere la meravigliosa opera di Dio che è l’uomo, col quale invece l’iddio Supremo vuole avere comunione.
Nel libro di Ester nei versetti del capitolo 3 sopra citato si parla di un popolo diverso, un popolo che è appartato, che vive seguendo le leggi che non sono quelle “normali “ di questo mondo,ma sono quelle che derivano dagli insegnamenti di Dio, dal cuore di Colui che “ha tanto amato che ha dato”.
E’ un popolo che al diavolo non serve, perché non produce nulla alla soddisfazione di satana che gode della compassione di Dio per i perduti, e che quindi va distrutto.
Molte volte penso che satana non faccia molta fatica a raggiungere il suo scopo perché il popolo di Dio per orgoglio, per sentimenti e scopi personali è un popolo diverso ma non perché riflette la luce di Dio, che è “L’AMORE L’UNO PER L’ALTRO”, ma perché è ben diviso e si guarda addirittura in cagnesco l’uno verso l’altro.
Nel Capitolo 4 su citato, Mardocheo dice a Ester (questo popolo) di non pensare di essere al riparo dal giudizio di Dio solo perché proclama di appartanerGli solo con la bocca, non facendo nulla per dimostrare di appartenere ad un altro regno, mentre invece abita il regno di satana, e che Dio comunque salverà il Suo popolo, mentre la casa del padre di Ester avrebbe subito la sventura di vedersi tolta la benedizione di Dio e sarebbe andata in perdizione eterna se non avesse fatto nulla per l’unità di questo popolo.
Fratelli che popolo vogliamo essere? Quale luce vogliamo essere sulla terra?
Dio continua a dirci attraverso le parole di Paolo, che noi siamo di passaggio ed è come se abitassimo in una tenda nel deserto di Sin (che significa – tentazione -) mentre aspettiamo di giungere alla terra promessa.
Gesù ci dice che l’unico vero comandamento è che ci amiamo gli uni gli altri, e che il Suo desiderio è che noi siamo uno come Lui E’ UNO con il Padre (Giovanni 17).
Ma noi seguitiamo a dividerci, a creare barriere ancora più grandi comunità verso comunità, fratello contro fratello, sorella contro sorella, pastore contro pastore, denominazione contro denominazione, nulla facendo per l’unità, mentre andiamo a predicare un Gesù che salva per L’Amore di Dio ai perduti.
Paolo dice in Romani c.14 v.23 Ma colui che sta in dubbio, se mangia è condannato,perché non mangia con fede; or tutto ciò che non viene da fede è peccato.
Paolo parla di mangiare, e io credo che voleva ricordare a quanti credono, il momento in cui Gesù prese il pane e lo spezzò, prese il vino e lo distribuì, affinché tutti ne mangiassero e ne bevessero in comunione, se ciò non viene fatto è peccato dice Paolo, si è un peccato che il popolo di Dio dia una testimonianza di divisione, di non compattezza, di non unità di pensieri, di intenti, di testimonianza che tutto quello che crediamo, tutto quello che diciamo, tutto quello che confessiamo e pubblicamente predichiamo non appartiene a noi, non appartiene a questo mondo, ma appartiene a Dio che tutto ciò che è Suo riprenderà quando Gesù in gloria tornerà a rapire la Sua chiesa, e non la nostra piccola, ma importante comunità.
Nel pane e nel vino allora: preghiamo, intercediamo,chiediamo perdono agli uomini e a Dio,offriamo sacrifici di lode al Signore dei signori, chiediamo l’intervento dello Spirito Santo affinché ognuno si prodighi prima nella sua cameretta e poi secondo come sarà guidato dallo Spirito a lavorare per l’unità del popolo di Dio, affinché “il mondo veda e ne abbia timore “, e chissà che guardando chieda e si converta.
CON AMORE
INSIEME PER LA PUGLIA